Primo piano di una madre matura (over 50) che culla con tenerezza un neonato, simbolo di gravidanza naturale in età avanzata.

Gravidanze naturali a 59 e 67 anni: cosa dice la scienza, i casi in Italia e che fine hanno fatto le madri dei record

Il ciclo riproduttivo femminile è regolato da un orologio biologico estremamente rigido che conduce, in un arco di tempo compreso generalmente tra i 45 e i 55 anni, alla perimenopausa ed al fisiologico esaurimento della riserva ovarica, concludendosi con la menopausa.

Parlare di gravidanza naturale in età avanzata significa addentrarsi nei registri di eventi a dir poco eccezionali: storie di donne che, senza l’ausilio di alcuna tecnica di fecondazione assistita (come la FIVET o l’ovodonazione), hanno concepito e dato alla luce figli sani ed in modo del tutto spontaneo. Ma quali sono i casi ufficialmente riconosciuti nel mondo e in Italia? Cosa è accaduto nel corso degli anni alle protagoniste e, soprattutto, come spiega la scienza queste rare eccezioni biologiche?

Gravidanza naturale in età avanzata: i record mondiali tra stupore e mistero da Dawn Brooke a Tian Xinju

Quando si parla di primati nella riproduzione naturale in età avanzata, il nome che guida i libri di storia della medicina è quello di Dawn Brooke. Nel 1997, all’età di 59 anni e 7 mesi, questa donna britannica residente nell’isola di Guernsey ha dato alla luce un maschietto di circa 2,7 kg tramite taglio cesareo. Il concepimento fu del tutto inatteso: la donna aveva inizialmente scambiato i sintomi della gravidanza per una patologia oncologica, finché i medici non le confermarono lo stato di dolce attesa.

Riconosciuta dal Guinness World Records come la madre più anziana al mondo ad aver concepito in modo naturale, grazie probabilmente ad una terapia ormonale sostitutiva (TOS) assunta in precedenza che, secondo i medici, potrebbe aver stimolato temporaneamente l’attività residua delle sue ovaie. Dopo la grande enfasi mediatica iniziale, la famiglia ha scelto fin da subito di blindare la propria privacy, proteggendo la crescita del ragazzo lontano dai riflettori.

Le mani di una madre in età avanzata che tengono delicatamente i piedini di un neonato avvolto in una coperta.
Le mani di una madre in età avanzata che tengono delicatamente i piedini di un neonato avvolto in una coperta.

Decisamente più discusso e recente è invece il caso di Tian Xinju, in Cina. Nell’ottobre del 2019, all’età di 67 anni, questa pensionata ha partorito una bambina di nome Tianci (che significa “Donata dal cielo”) in un ospedale dello Shandong. La coppia, in cui il marito aveva all’epoca 68 anni, ha sostenuto con fermezza che il concepimento fosse avvenuto in modo spontaneo dopo che la donna aveva assunto rimedi di medicina tradizionale cinese per migliorare la circolazione sanguigna.

Oggi, a distanza di anni, la quotidianità di questa famiglia è complessa e segnata dalle difficoltà dell’età: la madre, ultra-settantenne, a causa di problemi di salute e di un infortunio a una gamba è costretta prevalentemente a letto, mentre il marito (oggi ottuagenario) si occupa a tempo pieno della bambina e della casa, affidandosi anche a brevi video e live-streaming sui social per integrare le entrate e raccontare la propria quotidianità. La loro storia ha spaccato l’opinione pubblica e causato tensioni con i figli adulti nati da precedenti unioni.

Per approfondire

Se vuoi capire meglio come i parametri biologici e i tempi della fertilità influenzano le probabilità di successo, ti consigliamo di leggere:

🔗 Astinenza, concepimento e spermiogramma: cosa dicono le linee guida

 Le storie nel nostro Paese: i casi italiani tra Napoli, il Casertano e la cronaca

Anche l’Italia custodisce episodi di spiccato interesse clinico ed umano che dimostrano come la genetica e la costituzione fisica possano, in rarissimi contesti, sfidare la tabella di marcia della biologia.

Negli ultimi decenni si sono registrate diverse vicende in cui donne over 50 o prossime ai sessant’anni hanno vissuto una gravidanza inaspettata. L’episodio più celebre e rigorosamente documentato è quello di Maria Rosaria Veneruso, originaria di Napoli e residente nel Casertano. Nel settembre del 2016, all’età di 61 anni, ha dato alla luce il suo primo figlio chiamato Elia Francesco, del peso di 3,5 kg, presso la clinica Pineta Grande di Castel Volturno. La gravidanza giunse fino all’ottavo mese dopo un percorso complesso segnato da quattro precedenti interruzioni spontanee.

Fu definita dai medici del reparto eccezionale ma del tutto naturale, favorita dalle ottime condizioni di salute generali e dalla robusta costituzione della paziente. Dopo il clamore mediatico e i servizi televisivi che per giorni hanno occupato i palinsesti nazionali, la famiglia ha scelto di ritirarsi a vita privata in modo da poter crescere il bambino nella quiete lontano dai riflettori.

Accanto a questo caso di risonanza nazionale, i reparti di ostetricia italiani intercettano periodicamente gravidanze spontanee in donne tra i 50 e i 55 anni (la cosiddetta fascia della perimenopausa avanzata). Eventi che, seppur vissuti inizialmente con grande sconcerto dalle stesse pazienti convinte di aver ormai superato l’età fertile, si concludono spesso con la nascita di bambini sani grazie ai moderni protocolli di monitoraggio prenatale.

Cosa dice la Scienza: come fa il corpo a superare il limite?

Dal punto di vista della fisiologia della riproduzione umana, la possibilità di una gravidanza spontanea in età avanzata si scontra con barriere biologiche apparentemente insormontabili. Vediamo insieme nel dettaglio di quali si tratta.

In primo luogo c’è da considerare il crollo della riserva e della qualità ovocitaria: alla nascita le donne possiedono un patrimonio follicolare definito che si riduce progressivamente nel corso degli anni. Oltre i 40-45 anni non diminuisce soltanto la quantità numerica degli ovociti, ma precipita drasticamente la loro qualità genetica.

Cosa dice la scienza: analisi clinica e biologica della fertilità in età avanzata
Cosa dice la scienza: analisi clinica e biologica della fertilità in età avanzata

Questo comporta un’altissima incidenza di anomalie cromosomiche (aneuploidie) che rendono l’impianto e lo sviluppo embrionale statisticamente quasi impossibili. Poi c’è da considerare la senescenza dell’endometrio: con l’avanzare dell’età, la sua ricettività e la microcircolazione uterina subiscono alterazioni strutturali che ostacolano l’annidamento.

Infine l’eccezionalità della perimenopausa prolungata: quando si verificano gravidanze naturali in età post-menopausale o tardissima, la comunità medico-scientifica riconosce l’evento come un’anomalia biologica rarissima. Può trattarsi di una ritardata senescenza ovarica ovvero un esaurimento follicolare che, per ragioni genetiche uniche, avviene molto più tardi rispetto alla media della popolazione. Oppure di fluttuazioni ormonali estreme e imprevedibili che provocano un’ultima, fortuita ovulazione isolata.

I medici ricordano inoltre che, al di là dei casi eccezionali che fanno notizia, la ricerca scientifica distingue nettamente tra la fertilità naturale e le tecniche di fecondazione assistita con donazione di ovociti. Queste ultime sono infatti le uniche in grado di permettere a donne in età avanzata di portare a termine una gravidanza con percentuali di successo clinicamente programmate.

🩺 Disclaimer Medico

Le informazioni contenute in questo articolo hanno uno scopo puramente divulgativo e informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o il trattamento di un medico specialista o di un ginecologo. La riproduzione in età avanzata comporta rischi clinici elevatissimi per la salute della madre e del feto (tra cui diabete gestazionale, ipertensione indotta dalla gravidanza, distacco di placenta e anomalie cromosomiche). Per qualsiasi valutazione di natura medica o legata alla fertilità, è indispensabile consultare professionisti sanitari qualificati.

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